La filosofia osteopatica si basa su tre principi di base: l'autoguarigione, la relazione struttura-funzione, la nozione di unità dinamica del corpo umano.
1. Il principio di autoguarigione: Still, afferma che il corpo contiene in se stesso tutti i mezzi necessari ad eliminare e prevenire le malattie. E ciò a condizione che i sistemi di autoregolazione siano liberi di funzionare correttamente, vale a dire che non si abbia alcun ostacolo sulle vie della nutrizione tissulare e della eliminazione dei rifiuti.
2. La relazione struttura-funzione: gli ostacoli, per Still, sono da ricercare nelle strutture corporee, vale a dire nel sistema mio-fascio-schelettrico. Le articolazioni, in particolare quelle intervertebrali, possono, in seguito a traumatismi diretti o indiretti, subire delle modificazioni funzionali all'origine delle turbe patologiche. Riprendendo nella propria interpretazione la teoria dell'irritazione vertebrale dell'inglese Thomas Brown (1828), Still perfezionò la nozione di "lesione osteopatica", compromissione strutturale a ripercussione delle funzioni corporee attraverso la via indiretta dei disturbi della vascolarizzazione e dell'innervazione che la suddetta "lesione" comporta. Still ebbe a dire: "la regola dell'arteria è assoluta". Secondo Still, distinguere tra struttura e funzione è del tutto illusorio poiché la struttura controlla la funzione e la funzione condiziona la struttura.
3. L'unità del corpo umano: a partire dalla negletta concezione ippocratica, Still situa l'unità del corpo umano a livello del sistema mio-fascio-schelettrico. Tale struttura riunisce le varie parti del corpo ed è suscettibile di conservare tracce del traumatismo che subisce, anche se di entità minima. Attraverso il suddetto sistema si attua anche la concatenazione dei disturbi con possibili effetti a distanza.

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